UN POMERIGGIO AL CINEMA


Editoriale del 9 ottobre 2026

Lo scorso weekend, con un’amica, decidiamo di andare al cinema.

Incautamente, mi offro di comprare i biglietti on line, “Così non dobbiamo arrivare mezz’ora prima”.

Apro il sito del cinema e trovo il film. Viene proiettato in diverse sale.

“Sala Premium? Sala IMAX? Sala PLF o XL?”

Con nostalgia ripenso alle sale di quando ero bambina. Quelle più belle avevano una signora che vendeva le rondelle di liquerizia e il soffitto si apriva e si chiudeva, svelando un cielo pieno di stelle.

Oggi, non so scegliere. Nessun soffitto si apre e non ci sono più le liquerizie.

Mi baso sull’orario più comodo.

“Scegli i posti”.

Cerco sulla piantina e scelgo quelli che credo siano posti ottimi (mi chiedo perché non siano stati già presi).

“Posti per persone con disabilità. Continui con questa scelta?”.

No, cambio scelta.

“Posti non disponibili. Non puoi lasciare un posto solo tra te e un posto già occupato”.

Al terzo tentativo, trovo due posti che sono liberi, legali, acquistabili e decenti.

“Vai al pagamento”.

“Vuoi aggiungere popcorn? Coca Cola? Hot dog? Nachos con formaggio fuso?”.

Sfidando la paura maggiore degli americani, ossia il calo glicemico, rifiuto.

“Vuoi un’assicurazione per il rimborso, nel caso in cui non riuscissi a venire?”

Mancano poco più di due ore all’inizio del film; direi che a meno di meteoriti, dovrei farcela.

“Vai al pagamento”. Deo gratias!

“Hai un account? Accedi.  Se non ce l’hai, crealo”. Penso. Non credo di averlo.

Inizio a compilare i dati. Ho qualche perplessità quando devo inserire il mio paese di residenza e si apre una tendina con tutti i paesi del mondo. Mi chiedo come una persona residente in Burkina Faso, possa trovare comodo un cinema a Chicago, ma, ingoio la mia vis polemica. Inizio a scrollare verso il basso in cerca di United States. Ovviamente, da americanocentrici quali sono, il Paese non compare alla lettera U, ma è il primo paese dell’elenco, davanti proprio all’Afghanistan. Lo trovo ironico, ma tengo a bada la mia dietrologia politica e vado avanti.

Prima di procedere, il sistema ha bisogno di capire se sono umana.

“Seleziona tutti i quadrati con un ponte”. Non vedo ponti. Provo con viadotti, ponti tibetani e tronchi fluttuanti, ma non funziona.

“Riprova: seleziona i quadrati con le biciclette”. Dai, qui ce la posso fare. Analizzo con attenzione e scovo anche un monociclo truffaldino. Passo l’esame!

Oramai è diventato un braccio di ferro tra me e 2001 Odissea nello spazio.

Arrivo alla fine e…”Un account con questi dati esiste già”.

Rinizio da capo e cerco di ricordarmi la e-mail che uso in questi casi e la password.

“E-mail o password incorrette”. Con l’IA che ci ucciderà tutti entro dieci anni, vuoi dire che non è possibile sapere quale delle due è sbagliata?

Cerco di non umanizzare e colpevolizzare “il programma”, so che in fondo è colpa mia, e clicco su “Password dimenticata” e inserisco una e-mail.

Dopo secondi frenetici, codici Da Vinci, domande segrete sul nome del mio primo cane, riesco a cambiare la password.

Nel frattempo, il carrello è scaduto e come nel gioco dell’oca, ritorno alla casella n.1. Scegli il film/la sala/i posti/popcorn/assicurazione/accedi. Ma la mia curva di apprendimento, meglio di quella di un corvo, fa tesoro del passato e finalmente pago i biglietti.

“I biglietti ti arriveranno per e-mail”.

Bene, vado nella posta e trovo la e-mail. Sento che il vento è cambiato e che tutto filerà liscio. Apro la e-mail e leggo “Per poter mostrare i biglietti all’entrata del cinema, scarica la App o ritirali in biglietteria con questo codice”.

Mi arrendo, chiamo la mia amica “Ho fatto i biglietti…ma andiamo un po’ prima, perché dobbiamo ritirarli al botteghino”. E il ricordo delle sale con le stelle e le liquerizie, mi sembra ancora più bello.

Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

“Con nostalgia ripenso alle sale di quando ero bambina. Quelle più belle avevano una signora che vendeva le rondelle di liquerizia e il soffitto si apriva e si chiudeva, svelando un cielo pieno di stelle.” Da UN POMERIGGIO AL CINEMA – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)


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