La povertà toglie tante cose. Alcune sono evidenti altre molto meno. Chi non è povero, difficilmente può immaginare o capire. Ma credo che dover pensare a come arrivare a fine giornata con la pancia piena e con la pancia piena anche di chi ami, ti tolga spazio a desideri, sogni, prospettive e passioni.
Ma toglie anche una cosa a cui non avevo mai pensato: la possibilità di scegliere.
La dignità di esprimere una preferenza è un lusso che non tutti possono permettersi. Scegliere è un gesto così naturale che quasi non ce ne accorgiamo. Scegliamo cosa mangiare, cosa indossare, cosa comprare. Esprimiamo continuamente preferenze, gusti, piccoli desideri. Un bisognoso prende ciò che gli si regala senza dare importanza ad altro, se non al necessario. Un cappotto deve far caldo, poco importa il colore. Il cibo deve nutrire, poco importa il gusto. Non c’è spazio per un semplice, ma così umano, “non mi piace”.
A Chicago, nella Union Church di Hyde Park, uno dei quartieri più difficili, ogni sabato mattina viene organizzata una distribuzione gratuita di generi alimentari per le persone in difficoltà.
Ma c’è qualcosa che rende questa iniziativa diversa dalle altre. In una grande stanza, hanno allestito una sorta di supermercato. Scaffali con sopra esposti diversi generi alimentari. Così chi viene, accompagnato da un volontario, passa davanti ai prodotti. E sceglie.
Con la sua busta della spesa, sceglie il tonno piuttosto che i fagioli, la pasta piuttosto che il riso. Per una volta può pensare, come tutti noi, a cosa preferirebbe mangiare.
Possono dire: «Non amo molto il pesce, preferisco la carne».
Oppure: «Al mio bambino piacciono le mele, non i mandarini».
Frasi semplicissime. Frasi che pronunciamo ogni giorno senza attribuire loro alcuna importanza. Ma che, in quella stanza, acquistano un valore immenso.
Perché quelle persone, almeno per un momento, non devono soltanto accettare ciò che viene loro offerto. Possono desiderare qualcosa. Possono esprimere un gusto.
Possono scegliere.
In quella stanza della Union Church, ogni sabato mattina, non si distribuisce soltanto del cibo. Si restituisce, almeno per un momento, qualcosa che la povertà troppo spesso porta via. La libertà di avere un desiderio. La dignità di scegliere.
Si restituisce ad un essere umano, davanti a due semplici scatole, la possibilità di poter dire:
«Preferisco questa».
Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)
“La povertà toglie tante cose. Alcune sono evidenti altre molto meno.” Da LA SCELTA – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)



