CECITÀ


Editoriale del 17 settembre 2026

Quella domenica si svegliò all’alba. Decise di stare a letto a trafficare un po’ con lo smartphone. Nella notte nessun terremoto, nessuna strage, Mario era moribondo ma non era ancora morto.

E poi solo video, tanti video, troppi video. I fidanzatini finiti nel fiume mentre dalla barca cercavano di farsi un selfie, l’uomo che si sveglia dall’operazione con un gatto vicino, il pompiere che adotta un cucciolo di cane che ha trovato tra le macerie, il trailer della bambola assassina, i dieci peggiori cibi da acquistare al supermercato.

Si stava annoiando. E se facesse morire Mario? Digitò su Whatsapp la notizia che era appena morto. Non intendeva inviarla ma il messaggio partì. “Ecco perché non compare la spunta blu, non legge più i messaggi”, fu la prima risposta. A seguire apparvero decine di manine che salutavano Mario, alcune applaudivano. Addio Mario, sei stato un grande.

E il suo nuovo direttore? Non lo conosceva, si propose di fargli gli auguri l’indomani. Era riuscito a procurarsi il numero di cellulare, inforcò gli occhiali e lo inserì tra i contatti. Per sbaglio partì una videochiamata. Per sbaglio quello rispose. Con in testa le mutande di sua moglie, forse.

Fu allora che con sua grande soddisfazione perse la vista.

Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)

“Quella domenica si svegliò all’alba. Decise di stare a letto a trafficare un po’ con lo smartphone. Nella notte nessun terremoto, nessuna strage, Mario era moribondo ma non era ancora morto.” DaCECITÀ – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)


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