Nella sacrosanta campagna per l’uguaglianza di tutti gli studenti e il diritto di partecipare alla vita scolastica indipendentemente dalla religione e dall’etnia, si invoca continuamente una parola che passa per progressista e puzza invece di paternalismo: inclusione. Inclusione deriva dal latino “claudere”, che significa chiudere. Si tratterebbe dunque di accogliere all’interno del gruppo qualcuno che sta all’esterno, come se noi fossimo nel nostro orticello epperò così benevoli da inserire dentro il nostro spazio (chiuso) quei poverelli venuti dalla montagna con la piena. Il termine “inclusione” mi fa venire in mente “Blob”, la palla informe che ingloba tutto quello che incontra, o i mostri dell’ultimo strepitoso “Resident Evil” dell’ottimo Zach Cregger, che mordono le loro vittime, le includono, per l’appunto, nel loro corpo e diventano raccapriccianti agglomerati di identità assemblate. Includere significa inglobare, assimilare in uno spazio circoscritto che ha già un suo recinto. Mescolanza o miscela darebbe un’idea fertile, più creativa e meno burocratica. Inclusione sa di dovere, compiuto in modo serioso e compunto, con l’aria di chi si trova nella condizione fortunata del già incluso ma si sente talmente nel giusto da non negare l’accesso anche ai disgraziati esclusi, compiaciuto di aggiungere un posto a tavola che c’è un amico in più. Meglio crossover, come nel rock di qualche anno fa si chiamava la contaminazione (spesso feconda) di generi diversi. Infatti l’inclusione, come dicono, va gestita; il crossover andrebbe goduto. Se invece di chiudere e di includere si aprisse, forse si respirerebbe meglio.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)
“Il termine “inclusione” mi fa venire in mente “Blob”, la palla informe che ingloba tutto quello che incontra, o i mostri dell’ultimo strepitoso “Resident Evil” dell’ottimo Zach Cregger, che mordono le loro vittime, le includono, per l’appunto, nel loro corpo e diventano raccapriccianti agglomerati di identità assemblate.” Da L’INCLUSIONE DEGLI ULTRACORPI – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)



