Quando si parla di “ultime frontiere del DNA” si pensa in genere alle speranze di porre fine a malattie incurabili. Il paradosso è che le ultime frontiere possono riguardare anche il passato. Essendo ormai capace di estrarre il DNA da ossa e denti dei nostri antenati diventati “reperti”, e avendo gli strumenti per stabilirne le date, la paleoantropologia sta constatando che gli europei di oggi appaiono frutto di tre grandi migrazioni avvenute (tralasciamo qui i dettagli) tra 19mila e 5mila anni fa. Ogni volta ne sono derivate ibridazioni profonde ed estese di caratteristiche fisiche e culturali. A prova di DNA, nessuna “enclave”, nemmeno quella dei Baschi, può continuare a pensarsi pura e incontaminata. E i celti restano frutto di sola fantasia. In attesa dei miracoli futuri, sarebbe già tanto se le scienze del DNA facessero il miracolo di guarire i pregiudizi fondati su illusioni come “etnia” o “identità nazionale”. Ma certe convinzioni sono più inguaribili di ogni altra malattia. Lo specchio di chi si contenta sempre e solo di se stesso è la più inespugnabile delle prigioni.
E mi ricordo che, senza avere a disposizione dati di scienza,
antichi credenti iniziavano la loro professione di fede dicendo:
«Mio padre era un arameo errante…» (Dt 26,5).
E tu stesso, Signore, hai imparato da presto a essere “altrove”.
«Ritirato», ripete il vangelo almeno cinque volte,
ogni volta senza fuga né violenza,
semplicemente “fuori posto”:
fuori posto in Egitto, fuori posto a Nazaret,
fuori posto dopo l’arresto e dopo la morte di Giovanni Battista,
fuori posto quando stabiliscono di ucciderti,
e infine, in croce, fuori città, ma non fuori Gerusalemme,
perché dicevi: «È necessario che oggi, domani e il giorno seguente
io prosegua nel cammino,
perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme» (Lc 13,33).
Davvero, Signore, “Altrove è l’unico posto possibile”.
Altrove, l’unico posto vero,
l’unico posto per essere.
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
“Davvero, Signore, “Altrove è l’unico posto possibile.” Da Salmo 579 FUORI POSTO. TUTTI FIGLI DI INCROCI – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)https://youtu.be/a3B53Ko4eRI



