Fui superbo e malvagio.
E dalla torre venni gettato, dopo aver il male fatto, e il sangue versato, e le lacrime che a causa mia in Logudoro sgorgarono.
Uccisi a fucilate il mio padrone, che mi aveva rimproverato.
E poi fuggii dalla prigione, e molto peccai.
Uccisi e rubai, e per pochi soldi tradii.
Dalla torre fui gettato.
Il mio stesso nipote mi tradì per salvare se stesso dalla prigione.
Mi uccise e alle guardie reali mi donò.
Come un cervo sparato nella posta.
Morii.
E fui venduto.
Per la mia morte non solo Osilo festeggiò ma tutto il Logudoro.
Quando la valle di Logulentu fu macchiata del mio sangue, fu festa grande.
E ora dico che senso ha essere superbi?
La gente sopporta i furti e le rapine, non i tradimenti.
Fui superbo e malvagio e il mondo lo seppe.
Ma poi tradito da traditori bagnai col mio sangue la valle di Loguentu.
E fu festa e tripudio in tutto il Logudoro.
Pietro Cambilargiu fu tradito.
E fui traditore.
E con la mia stessa moneta ripagato.
E sconfitto.



