VEREMERDE, MERDACCE E MEZZEMERDE


Editoriale del 14 settembre 2026

La nostra società è in caduta libera. La furbizia domina sull’intelligenza, il moralismo sul senso morale, il marketing sulla ricerca della bellezza. In nome della semplificazione viene soffocato tutto ciò che prevede anche la più piccola articolazione di pensiero. In nome della democrazia viene demonizzato ogni accenno alla meritocrazia. In nome della libertà di espressione viene travolta e dispersa ogni voce che si discosta dal conformismo più becero. E la causa è da attribuirsi a tre intramontabili categorie umane: quelle delle Veremerde, delle Merdacce e delle Mezzemerde, ma la responsabilità maggiore è sicuramente delle Mezzemerde.

Le Veremerde, pur essendo per tanti una condizione ambita, non sono mai state molte e non lo sono nemmeno oggi; per essere una Veramerda infatti bisogna disporre di una serie di caratteristiche che in un’unica persona sono difficili da trovare: ci vuole grande abilità, spericolatezza, cinismo, carisma, avidità, molta furbizia e non bisogna avere l’ombra di uno scrupolo, nemmeno verso i parenti di primo grado. Troppo per quasi tutti.

Le Merdacce – espressione che definisce il Fantozzi di Paolo Villaggio, personaggio sfigatissimo – si può dire che proliferino inevitabilmente quando il generale livello etico ed estetico si abbassa, ma non creano emulazione. Credo, piuttosto, che debbano essere considerate più vittime che carnefici.

E siamo alle Mezzemerde. Le maledette Mezzemerde.

In un contesto come quello che stiamo vivendo le Mezzemerde hanno vita facile: sguazzano come trote nell’acqua limpida e si moltiplicano esponenzialmente. Non sempre a prima vista vengono riconosciute come tali. Possono avere qualità professionali anche molto buone e ottime capacità relazionali; possono essere interessanti, divertenti, per certi versi persino generose. Ma sono sempre ipocrite. Questo è il punto.  La loro ipocrisia nasce da una viltà endemica travestita nei modi più diversi. Di fatto è anche colpa loro se le Veremerde – lucide e consapevoli – possono imporsi con sempre maggiore efficacia: conoscono perfettamente la psicologia delle Mezzemerde e sanno sfruttarla. ed è in parte colpa delle Mezzemerde se le Merdacce, che quasi sempre si ispirano a loro, affondano definitivamente nella merdaccitudine. Come se non bastasse le Mezzemerde, a differenza delle Veremerde, quasi mai sono consapevoli della loro profonda abiezione. In qualche modo trovano sempre il modo di giustificarsi. Si convincono di essere, in fondo, delle “brave persone”. Ed è proprio questa incapacità di riconoscere se stesse per ciò che sono a rappresentare la prova più evidente del fatto che il modello al quale aspirano, le Veremerde, per loro sarà sempre inarrivabile.

Filippo Martinez (Coprologo)

“Per essere una Veramerda infatti bisogna disporre di una serie di caratteristiche che in un’unica persona sono difficili da trovare.” Da VEREMERDE, MERDACCE E MEZZEMERDE – Editoriale di Filippo Martinez (Coprologo)


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